Passata la tempesta elettorale, soffiano i venti delle “patrie”. L’esempio della Spagna

di Giovanna Lenti

La stagione autunnale europea è iniziata con la rivendicazione della sovranità polacca su quella della comunità europea, con i comizi elettorali italiani e le convention dei partiti spagnoli. Nello scenario politico occidentale, come dimostra il caso spagnolo, la minaccia alla democrazia è rappresentato dal fantasma della “patria”, agitato dai conservatori a protezione dell’identità sovrana, è bollato dai progressisti come pericoloso ritorno al passato. Ma siamo sicuri che il principale nemico della democrazia il concetto di “patria” e non il ritorno a una ideologia “ufficiale” universalistica e omnicomprensiva sul modello totalitario?

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Martelli, Craxi e la “sovranità” come essenza dello Stato

di Giusy Capone

L’ultimo libro di Claudio Martelli, “L’antipatico. Bettino Craxi e la grande coalizione” (La Nave di Teseo, 2020), non è solo una biografia scritta, oltre il limite della memiorialistica e dell’apologetica, da uno dei più stretti collaboratori del leader socialista, ma è anche un luogo privilegiato in cui ricercare il senso e la missione del Socialismo, le cui “res gestae” l’autore propone con grande lucidità.

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Il dilemma irrisolto tra diritto e morale: ripensare lo Stato “etico”?

di Miriam Rocca

Ritorna attuale, forse perché mai veramente risolto, il grande dilemma, affrontato in ogni epoca, del rapporto esistente tra diritto e morale e della necessità o meno di uno Stato ”etico” di hegeliana memoria, nel senso di organizzazione politica che tuteli la vita, prima ancora che la libertà. Nella storia delle filosofia politica, un problema simile ci porterebbe fino a Hegel, se non addirittura a Platone. E se fossero le Sacre Scritture a fornirci, oggi, una possibile indicazione da seguire nella soluzione di questo dilemma?

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