Alle origini della sociologia di Ludwig Gumplowicz

di Alessandro Della Casa

– Benché agli albori della sociologia ne sia stato uno dei più influenti teorici, tanto da essere annoverato da Gaetano Mosca tra i precursori della dottrina della classe politica, l’ebreo polacco Ludwig Gumplowicz (1838-1909) è caduto nell’oblio, complice una lettura approssimativa delle sue opere. Per le cure di Federico Trocini, escono finalmente “Gli scritti giovanili di Ludwig Gumplowicz. Questione ebraica e questione nazionale in Polonia (1864-1875)” (Mucchi, Modena 2021).

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Se il conflitto delle identità scavalca la lotta di classe: le sinistre europee secondo Bruckner

di Giusy Capone

Nel libro “Un colpevole quasi perfetto. La costruzione del capro espiatorio bianco” (Guanda 2021), Pascal Bruckner dimostra come le sinistre europee, fagocitate dai propri estremismi, abbiano ormai rimpiazzato la classe operaia con le minoranze etniche “dominate” contro i bianchi “dominanti” ed “eterosessuali”, che avrebbero la colpa di essere occidentali, cristiani, ebrei. E il vecchio “progressismo” è diventato “oscurantismo”.

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Quel “Noi” unito da una maglia azzurra

di Giulio Sessa

Nel libro “Azzurri. Storie della nazionale e identità italiana” (UTET 2021), Paolo Colombo e Gioachino Lanotte spaziano lungo la storia d’Italia, analizzando gli elementi costitutivi di quel “Noi” che, attraverso le vicende della nazionale di calcio, si riconosce in simboli, vicende e personaggi ben definiti, rinsaldandosi nella bandiera che torna puntualmente a sventolare per le strade d’Italia.

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È ancora possibile un’Europa libera da economicismo e secolarizzazione?

di Giusy Capone

La “Germania segreta”, al centro dell’ultimo libro di Giovanni Sessa (“L’eco della Germania segreta. Si fa di nuovo primavera”, Oaks Editrice, 2021), non è il mitologema della “Deutschland” intesa dalla memoria collettiva: è una comunità ideale di poeti, di saggi, di artisti e di pensatori; una zona franca di contrapposizione e resistenza alla contemporaneità secolarizzata ed economicista. Essa possiede il disegno evocativo della visione e dell’immagine e rinvia ad un’Europa possibile.

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Giorgia Meloni e quel “Noi” politico della destra italiana

di Francesco Colafemmina

– Il fenomeno editoriale “Io sono Giorgia” va ben al di là della solita autobiografia del leader politico, poiché ridisegna il profilo della destra che aspira a governare l’Italia nel 2023. Ma su quali basi ideali e culturali? Giorgia Meloni evoca spesso il “Noi” politico, ma sarà davvero in grado di trasferire questo “Noi” dalla mera narrazione alla costruzione comunitaria di un nuovo fenomeno politico? E con quali riferimenti culturali?      

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Quel “Noi” diviso tra salute e libertà

di Giulio Sessa

Nel suo ultimo libro, Aldo Maria Valli analizza compiutamente ciò che ha comportato il Covid-19 sotto il profilo della filosofia politica. Il titolo richiama il “Leviatano” di Hobbes, evocandone una riproposizione durante la pandemia, nel corso della quale gli uomini si sono affidati allo “Stato autoritario per acquisire quel livello di sicurezza che da soli non sono in grado di assicurarsi”.

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Un appassionante invito alla lettura di Yukio Mishima

di Lorenzo Vittorio Petrosillo

A cinquant’anni dalla morte di Yukio Mishima non sono mancate nel mondo della cultura internazionale commemorazioni, rievocazioni, studi e analisi critiche di questo scomodo e enigmatico personaggio. In Italia, tra gli altri e sugli altri, occupa un posto a sé il lavoro di Danilo Breschi, “Yukio Mishima. Enigma in cinque atti” (Luni editrice, Milano 2020, pp. 256, € 20,00).

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