David Hume e le tranquille lande della satira politica

Di Giusy Capone

– Pubblicati da Jouvence, per la prima volta in italiano, a cura di Spartaco Pupo, gli “Scritti satirici” di David Hume, con cui il grande filosofo scozzese offrì ai contemporanei illuministi il suo originalissimo punto di vista di osservatore scettico della vita pubblica britannica.

Chi è David Hume? Un filosofo scozzese intento ad applicare il metodo sperimentale allo studio della natura umana come fondamento di una nuova sistematica generale del sapere; per tale via si propone di evitare sia la superficialità della letteratura aforistica dominante tra i moralisti francesi sia le astruse degenerazioni metafisiche dei costruttori di sistemi privi di ogni riscontro con l’esperienza.

La statua di Hume a Edimburgo.

Obiettivo da perseguire con costante determinazione: analizzare rigorosamente l’uomo per ridare alla filosofia dignità scientifica ed un’unità di riferimento a tutto il sapere. Hume, è intuibile, disserta di impressioni ed idee, discorre dei principi di somiglianza, disquisisce di contiguità nel tempo e nello spazio, questiona di causalità, ragiona circa le relazioni di causa ed effetto, riflette a proposito di etica e di religione, redige saggi economico-politici. È entrato nel pantheon del pensiero moderno con opere come Trattato sulla natura umana, Saggi morali e politici, Discorsi politici, Ricerca sull’intelletto umano, Ricerca sui principi della morale, Storia naturale della religione. Ci racconta altresì che dalla vita sia da escludere ogni traccia d’austero moralismo nonché d’autoumiliazione o mortificazione dell’anima e del corpo.

È la joie de vivre la sua proposta? Può darsi, leggendo le sue “opere scherzose, come lui stesso ebbe a definirle: Petizione dei pazienti di Westminster contro James Fraser lo speziale,  contro le aspirazioni religiose e politiche del giacobitismo, Petizione dei rispettabili e venerabili campanari della Chiesa di Scozia all’Onorevole Camera dei Comuni dello stesso anno, che si prende beffe di una richiesta di aumento dello stipendio da parte dei ministri della Chiesa di Scozia, ambedue del 1750, e Storia del caso Margaret, detta Peg, unica sorella legittima di John Bull, composto nel 1760 in difesa della milizia scozzese contro l’esercito dei mercenari inglese, che getta luce sulla storica conflittualità delle relazioni tra Inghilterra e Scozia in seguito all’Unione del 1707.

L’insurrezione giacobita del 1745

Contro le aspirazioni religiose e politiche del giacobitismo, contro la richiesta di aumento dello stipendio da parte dei ministri della Chiesa di Scozia, Hume castigat ridendo mores: ridicolizza spietatamente nella rappresentazione di  fatti e persone facilmente identificabili, denuncia impunemente, con piglio carnascialescamente corrosivo, i profili di uomini politici e personaggi pubblici “entusiasti” e fanatici quasi tutti di orientamento Whig, esalta gli elementi paradossali e stranianti della società civile, condivide con Socrate e tutti gli scettici classici la descrizione antifrasticamente decostruttiva dell’altro.

Hume semina dubbi, smaschera ipocrisie, attacca i pregiudizi e mette in discussione le convinzioni, ricorrendo a modalità disinvolte e scanzonate, creando un’appetitosa zona comunicativa di confine.  È scettico nell’osservare con acume lucidissimo la vita politica, gli usi ed i costumi sociali quasi con maestria d’antropologo e perizia da sociologo.

Spartaco Pupo, docente dell’Università della Calabria e studioso del pensiero politico di David Hume.

Spartaco Pupo, dopo altre preziose ricerche sugli scritti politici, quelli giovanili e sulla guerra, e la lite tra il filosofo scozzese e Rousseau, scopre lo Hume satirico mediante la traduzione e l’annotazione di testi dal notevole valore storico-politico, intrisi di intelligente umorismo e privi di becero sfottò: si marcia direttamente sulla capitale, si sviscera l’essenza della natura umana senza precipitare nel vuoto nichilistico per continuare ad affermare con vigore e vivacità che tutto è ignoto, enigma, inesplicabile mistero; che perplessità, incertezza, sospensione del giudizio appaiono l’unico risultato della nostra più accurata indagine; che la ragione umana è oltremodo fragile; che l’opinione è contagiosa. Quindi?

Sorridiamo benevolmente e ripariamoci nelle tranquille lande della satira!