La rivolta della società: l’Italia dal 1989 ad oggi

di Alessandro Dividus

L’ultima fatica di Francesco Tuccari, “La rivolta della società: l’Italia dal 1989 ad oggi” (Laterza, 2019), è una efficace ricostruzione della parabola evolutiva dell’ormai scomparso Belpaese, dal 1989 a oggi, che mette ben in evidenza le metamorfosi in atto dal disfacimento della Prima Repubblica alla proclamazione giallo-verde della neonata Terza Repubblica.

Spinte endogene scompigliano il complesso equilibrio partitico repubblicano, mentre politiche di austerity, avallate con il pretesto della necessità, mettono a repentaglio l’intero tessuto sociale di un paese stremato dal debito. Sulle ceneri dell’homo sapiens, la globalizzazione ha messo in moto la “grande trasformazione 2.0”, dando vita a quell’homo videns, già prospettato da Sartori, in balìa di una comunicazione priva di contenuti e orientata alla manipolazione dei bisogni. La creazione di una comunità europea, inoltre, ha imposto l’omologazione alle stringenti politiche di bilancio, aumentando una crisi sistemica già in atto e accelerando la dissoluzione delle vecchie classi dirigenti. L’analogia con la celebre analisi del Polanyi è inevitabile. Piccole trasformazioni che, prese nel loro insieme, causano lacerazioni profonde nelle strutture della vita associata.

La società, la nostra in particolar modo, necessita di strumenti adeguati per combattere democraticamente le sfide del post-modernismo, dove populismi e sovranismi, con l’aiuto di sterili slogan, sembrano
raccogliere folle sempre più numerose.
Portare chiarezza in uno scenario di per sé complesso, senza dover rinunciare al dono della sintesi e della lucidità analitica, non è compito facile. Ma il Tuccari vi è riuscito abilmente.
Una sintetica ed efficace ricostruzione della parabola evolutiva dell’ormai scomparso Belpaese, dal 1989 a oggi, che mescola, mantenendone pur sempre chiari gli ambiti, fattori globali e domestici alla base dell’incontrollabile effetto destabilizzante che stiamo sperimentando. L’ottimo volume del Tuccari mette ben in evidenza la metamorfosi che ha condotto dal disfacimento della Prima Repubblica, sotto i colpi delle inchieste della magistratura, alla proclamazione giallo-verde della neonata Terza Repubblica.

Alle soglie del nuovo millennio l’Italia si è presentata politicamente impreparata. Il crollo del blocco sovietico ha dimostrato l’anacronismo dell’ideologia comunista, con conseguente dissolvimento del suo corrispettivo partitico italiano e l’allentamento dei presupposti sociali
dello stato, frutto di compromessi tra le componenti democratico-cristiane e socialiste. Il lento declino economico, l’entrata nell’Unione e la personalizzazione sempre più accentuata della politica hanno poi sferrato il colpo di grazia a una compagine sociale di per sé in crisi.
Il lavoro del Tuccari è dunque superlativo, non tanto per la puntuale analisi storico-politico ed economica della contemporaneità, ma anche, e soprattutto, per aver saputo interpretare una compagine di mutamenti tutt’ora in corso rimanendo, tuttavia, scientificamente distaccato da qualsiasi componente emotiva che possa, in qualche modo, scadere in sterili previsioni approssimative e ipotesi congetturali.
La lettura di questo prezioso volume è consigliata non solo a studiosi ed esperti della ricerca, ma anche a tutti coloro che si affacciano nella confusione disorientante del presente, i quali possono trovare, nelle pagine del Tuccari, una guida utile alla destabilizzante rivolta della società.