Le ragioni di un progetto scientifico

di Spartaco Pupo

A scanso di equivoci che potrebbero generarsi da una scarsa comprensione delle note stampa pubblicate ieri da diverse testate giornalistiche, tengo a precisare che “Oikos – Centro Studi sul Noi politico”, che ho l’onore di dirigere, è un progetto scientifico e culturale di respiro internazionale.

Esso non ha alcuna finalità politica e non ambisce a raccomandare ricette o programmi spendibili immediatamente nella politica pratica. Gli oltre settanta colleghi che vi hanno aderito, onorandomi della loro prestigiosa collaborazione, condividono con il sottoscritto l’esigenza di riflettere e “studiare” la realtà empirica del Noi e le sue relazioni con la politica a tutti i livelli, locale e globale, onde offrire possibili chiavi di lettura in sede scientifica, come peraltro è scritto nel progetto fondativo esposto a chiare lettere sul sito ufficiale di “Oikos”.
L’occasione mi è gradita per ricordare ai già numerosissimi simpatizzanti che questa idea di condividere e confrontare con colleghi politologi, storici, filosofi, economisti e scienziati in generale i risultati delle mie personali ricerche risale a circa vent’anni fa. Era il gennaio 2000 quando ho iniziato a occuparmi del tema complesso e affascinante del “Noi” (famiglia, comunità, nazione) in politica. L’esito delle mie ricerche, negli anni successivi, ha trovato sbocco editoriale in decine di articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali e, soprattutto, in due libri, cui tengo particolarmente, uno del 2008, intitolato “La comunità e i suoi nemici”, l’altro del 2011, pubblicato con il titolo emblematico: “La politica senza Noi. Il rifiuto di sé alla radice del malessere occidentale”, ideato in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia (1861-2011). Di questi volumi pubblico qui di seguito le rispettive sinossi al fine di stimolarne la lettura in quanti sono davvero curiosi di conoscere la provenienza e la profondità delle ragioni del neonato progetto.

Grazie sempre a tutti per i tanti apprezzamenti e gli auguri ricevuti. E lunga vita a “Oikos”!


La comunità e i suoi nemici (Le Lettere, Firenze 2008)

1) “La comunità e i suoi nemici” (Le Lettere, Firenze 2008).
Che cos’è la comunità? La domanda continua ad assillare sociologi, antropologi e filosofi e rimane aperta, nonostante sia trascorso più di un secolo dalla celebre antitesi “comunità/società” con cui Ferdinand Tönnies avviò il dibattito sul legame comunitario come valido antidoto al rischio della perdita d’identità in una società dominata dall’egoismo, dall’edonismo, dal materialismo. Questo libro intende restituire alla comunità il suo significato autentico, recuperandolo dal pensiero e dalla civiltà del Medioevo, in cui è vissuta la comunità reale, istituita politicamente e socialmente, identificabile come corpo vivente e idea filosofica. Ad emergere in tutta la sua originalità è un ideale di comunità visto da destra, da un pensiero conservatore autorevole nel mondo anglosassone ma semisconosciuto in Italia, che nel ‘900 trova i suoi esponenti di punta in Robert Nisbet, Russell Kirk e Michael Oakeshott, alle cui interpretazioni sono dedicate le pagine più dense.

La politica senza Noi. Il rifiuto di sé alla radice del malessere occidentale (Aracne, Roma 2011)

2) “La politica senza Noi. Il rifiuto di sé alla radice del malessere occidentale(Aracne, Roma 2011)
Il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia offre l’occasione per una riflessione approfondita e possibilmente libera da pregiudizi e stereotipi sulla ritrosia degli italiani e, più in generale, degli occidentali, a pensarsi e ad agire come comunità, nazione, Noi. È ancora possibile, nell’epoca della globalizzazione, dialogare con mondi altri, apprezzandone le differenze di linguaggio e mentalità ma disdegnando la propria comunità e la propria cultura? Perché è così facile, in politica, invocare spesso l’Io ma riesce così difficile riconoscersi nel Noi? Le risposte a tali interrogativi sono da ricercarsi nella paura che l’Occidente ha di se stesso, paura che è alla radice dell’odierno malessere sociale e che trova le sue ragioni storiche nell’incessante declino, in atto sin dagli albori della modernità, di tutti i tipi di Noi, dalla famiglia alla nazione.