Ma la minaccia al “Noi globale” non è solo il terrorismo

di Beatrice Nicolini

Il terrorismo è tra le maggiori sfide per la sicurezza a livello sia nazionale che internazionale, anche se in misura minore rispetto alle conseguenze dei conflitti sulla malnutrizione nel mondo, le cui vittime sono ormai diversi milioni. Ecco i possibili metodi di analisi delle minacce al “Noi globale”.

Tra le minacce per la sicurezza globale si identificano qui alcune realtà nel breve-medio periodo.

L’acqua è il ‘petrolio’ del futuro. Nel 2050 quando la popolazione mondiale raggiungerà circa 10 miliardi di abitanti l’acqua diventerà un bene assolutamente prezioso. Molti sono oggi i conflitti causati da catastrofi ambientali che hanno prodotto flussi migratori di sfollati in molte aree dell’Africa e dell’Asia, si pensi alla siccità in Siria dal 2006 al 2011. Nelle future decadi i fiumi maggiori dell’Africa e dell’Asia come il Nilo, il Gange, l’Eufrate e il Giordano vedranno i loro corsi diminuire sempre più.

Il terrorismo è tra le maggiori sfide per la sicurezza a livello sia nazionale che internazionale, anche se in misura minore rispetto alle conseguenze dei conflitti sulla malnutrizione nel mondo, le cui vittime sono ormai diversi milioni. Ecco i possibili metodi di analisi delle minacce al “Noi” globale.

La malnutrizione miete più vittime del terrorismo

Nel 2020 la violenza terroristica è aumentata del 49% rispetto al 2019. Dal 2018 in Burkina Faso da 86 morti si è saliti a 593 persone uccise nel 2019 da parte diun gruppo affiliato a Al Qaida denominato Jama’at Nasr al-Islam wal Muslimin, nel Maghreb e nel Sahara. Le vittime del terrorismo sono aumentate anche nel Sahel, in Nigeria, nell’area del Lago Chad, in Egitto, in RDC (Repubblica Democratica del Congo) e in Mali. In quest’ultimo paese africano la regione di Kayes con il 77% della produzione di oro potrebbe facilmente diventare uno scenario per nuovi attacchi.

Recentemente il gruppo terroristico Ansar al-Sunna ha compiuto attacchi lungo la costa del Mozambico a Afungi, Cabo Delgado, anche a causa delle recenti scoperte di ingenti riserve di gas naturale, dalla presenza di miniere d’oro e di rubini di Niassa e Montepuez, e da 40 tonnellate di eroina trafficate dal Pakistan-Afghanistan annualmente – una tonnellata vale circa 20 milioni di dollari – che potrebbero modificare i percorsi tradizionali dei traffici transnazionali e coinvolgere anche il Madagascar e le isole Comore nell’Oceano Indiano.

Ecco alcuni dei possibili metodi per l’analisi delle minacce globali.

Diversi governi continuano a basarsi su approcci militari indiscriminati senza analizzare i fattori multidimensionali che hanno determinato le crisi. Le soluzioni armate devono sostenere i piani di sviluppo locali e non sostituirsi ad essi. La deradicalizzazione DDR (Disarmament, Demobilization, Reintegration), unita a mirate strategie economiche e sociali sono elementi chiave per neutralizzare gruppi armati non statuali soprattutto in Africa.

Radicalizzazione e terrorismo

Vi sono tre differenti prospettive nei confronti del controterrorismo che sono rispettivamente connesse a tre differenti approcci allo stesso tema: a) il primo metodo più usato in Europa è basato sull’intelligence e la considerazione del terrorismo come fenomeno ricorrente che non può essere eliminato ma solo contenuto, punito e scoraggiato; b) la seconda prospettiva considera il terrorismo un male permanente e individua le sue radici nelle dinamiche eco-ambientali da cui trae supporti e forze; c) la terza prospettiva pensa al terrorismo attraverso le lenti dell’analogia alla guerra implicando l’uso della forza, di attacchi preventivi e dell’eliminazione fisica dei suoi capi fino a prevedere conflitti su larga scala. La regolamentazione e l’uso di nuove tecnologie dovrebbe venir velocemente adottata dai governi per fronteggiare le continue e nuove minacce. E l’assenza di strumenti di difesa tecnologici in alcuni casi espone molti paesi a un’alta vulnerabilità e manipolazione dei dati.

Gli algoritmi possono amplificare le narrative xenofobe fino a minare le stesse basi dei sistemi democratici. E per questo i database biometrici centralizzati devono rimanere aperti a ispezioni governative, con la creazione di culture che promuovano tecnologie etiche e con l’aiuto di incentivi e di sanzioni.

Infine, si segnala la creazione di fondi per la stabilizzazione per le comunità rurali. Le comunità locali potrebbero compensare i casi di dispersioni forzate di gruppi di popolazioni (IDP’s, Internal Displaced Peoples) e fornire nuove condizioni ambientali per mitigare gli effetti esterni: tassi fissi per i diritti di estrazione nei settori minerari dovrebbero venir accompagnati da maggiore governance. Questi processi dovrebbero venir affiancati da investimenti pubblici in ricerca e sviluppo – research  and development (R&D) – volti a identificare nuove aree strategiche di interventi uniti a politiche mercantili anticorruzione con strumenti appropriati.