È la “desocializzazione” il prodotto della postmodernità: Matthew Fforde ci aveva avvisati

di Luca Pignataro

Secondo lo storico britannico Matthew Fforde, la dinamica che più caratterizza la postmodernità è il venire meno dei legami sociali, la “desocializzazione”, la cui causa fondamentale è data dall’affermarsi di antropologie come l’umanismo, il razionalismo, il dirittismo, l’economicismo, lo psichismo e il fisiologismo, magari non perfettamente sovrapponibili tra loro ma che si alleano per affermare un individualismo egoistico e disgregatore delle “comunità”.

Read More

Torna di moda l’eccezionalismo degli utopisti, un pericolo per la democrazia

di Brett Bourbon

L’oppressione è qualcosa di terribile e dobbiamo sforzarci di creare una società più giusta, ma ciò non significa che organizzare il nostro pensiero politico intorno a utopie immaginate, perché l’ideale di un mondo senza potere e senza conflitti, misto al moralismo inquisitorio e all’eccezionalismo politico, aggrava i problemi, anziché risolverli. Lo spiega sul sito di Oikos, del cui comitato scientifico fa parte, il professor Brett Bourbon, dell’Università di Dallas. Pubblichiamo il suo articolo sia in inglese che in Italiano.

Read More

La famiglia resta il Noi più autentico, nonostante tutto…

di Miriam Coccari

L’isolamento sociale, cui siamo stati costretti dalla pandemia di Covid 19, ha dimostrato che la famiglia non è affatto una istituzione obsoleta, come da più parti vorrebbero farci credere, ma resta insostituibile grazie alla parvenza di “normalità” che ha riacquisito e al suo ruolo di corpo intermedio tra uno Stato altrimenti invasore e un cittadino privato della dimensione intima.

Read More